Paolaalberti

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**La mia storia**
...Tutto cominciò in Maremma, a Grosseto, nei lontani anni Sessanta, quando la sera mio padre mi leggeva la storia dei tre piccoli porcellini e del lupo cattivo e le meravigliose avventure di Peter Pan e della sua fatina Trilly. E' nato allora il mio grande desiderio di volare via con la fantasia. Quando rimanevo sola, al buio, nella mia cameretta, cominciavo a raccontarmi delle storie, un'abitudine che non ho mai più abbandonato. All'età di sette anni, quando una maestra, collega di mia madre, mi chiese scherzosa che cosa avrei voluto fare da grande risposi decisa "la scrittora". E fu così che all'età di otto anni mi presi uno scappellotto dalla mia maestra per aver scritto durante l'ora dedicata al dettato una breve poesia tutta in rima, Il granchio.
A dodici anni avevo già letto tutti i gialli di Agatha Christie e Madame Bovary di Flaubert fu l'inizio di un grande amore per i romanzi francesi dell'Ottocento, a cui seguì la lettura "matta e disperatissima" di Dostoevskij. Nel 1974 pubblicai le mie prime poesie nella rivista di Viterbo "Il torchio letterario" e nel 1978, quando frequentavo il penultimo anno del Liceo Classico Ricasoli Carducci di Grosseto (lo stesso frequentato da Luciano Bianciardi) con il saggio breve sulle novelle di Pirandello "Quando si comprende" entrai nella cinquina dei finalisti del Premio internazionale Pirandello, di Agrigento, diretto allora dal grande italianista Giuseppe Petronio.
Negli anni Ottanta approdai all'Università di Pisa e studiai Filologia greca con il professor Vincenzo Di Benedetto e Letteratura latina con il professor Gian Biagio Conte, in seguito mi dedicai alla Storia del giornalismo sotto la guida del professor Bruno Di Porto. A Roma frequentai un corso biennale sulle metodologie dell'informazione e sulle pubbliche relazioni all'Istituto Superiore di Giornalismo e della Comunicazione Televisiva, organizzato dall'Università di Urbino in collaborazione con RAI 2.
Sono stata anche allieva di Dacia Maraini in un corso di Critica letteraria a Roma e di Vincenzo Cerami in un corso di Sceneggiatura a Lucca.
Sono socia del P.E.N Club (Poets, Essaysts, Novelists) che da sempre agisce in difesa degli scrittori perseguitati dai regimi totalitari (nel '47 l'intervento del P.E.N. valse ad ottenere l'espatrio di Neruda dal Cile).
Nel 1988 tre mie poesie, finaliste al Premio Casentino diretto allora dall'italianista Carlo Bo, furono pubblicate in un volume edito dalla casa editrice fiorentina La Ginestra.
Dopo aver collaborato con alcuni periodici nazionali, tra i quali Panorama, ho lavorato, per 12 anni, per il quotidiano Il Tirreno come cronista e come giornalista delle pagine culturali e dello spettacolo e sono stata l'autrice di tre scoop giornalistici di interesse nazionale tra cui il "caso Gentile". Ma la scrittura giornalistica mi "andava stretta" e la mia fatina Trilly non mancava mai di punzecchiarmi e di richiamarmi nel mondo della fantasia. E' stato così che, alla fine degli anni Novanta, ho cominciato a scrivere dei brevissimi racconti gialli e noir e, dopo aver fondato a Pisa nel 1996, con altri cinque giovani autori, il movimento letterario Penne Arrabbiate, ho curato, nel settembre del '99, per l'editore Jaca Book di Milano, l'antologia La Consistenza. 
Ho pubblicato, nel dicembre del 2002, per i tipi della Jaca Book editore, Il delitto si addice a Eva - con un omaggio ad Agatha Christie, una raccolta di brevi racconti gialli e noir, arrivata in pochi mesi alla seconda edizione e vincitrice, a Salerno, del terzo premio al Concorso nazionale “Storie di donne” (1° premio a Valeria Parrella, n.d.r.). A questo libro in particolare è stata dedicata una tesi di laurea specialistica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cà Foscari di Venezia: Le signore del giallo: la produzione di Laura Grimaldi (già direttrice dei Gialli-Mondadori, n.d.r.) e Paola Alberti tra letteratura e interpretazione.
Nel 2003 una grave malattia, dalla quale per fortuna guarii completamente, mi costrinse ad alcuni mesi di inattività che trascorsi nell'antica casa in collina di mia nonna materna, in alta Maremma, a Roccatederighi. E lì scrissi il mio primo romanzo giallo per ragazzi: Angela, Lucio e le erbe cattive, pubblicato anni dopo, nel 2014, dalla casa editrice Effigi.
Nel 2004 rifondai in qualità di presidente il Premio Letterario Europa, dedicandolo interamente alla scrittura poliziesa al femminile. Il Premio, che nelle precedenti edizioni aveva dato riconoscimenti alla carriera anche a personaggi come l'italianista Giancarlo Oli e all'editore e scrittore Manlio Cancogni, mi fu lasciato in eredità dalla poetessa e scrittrice toscana Renata Giambene, alla quale sono stata legata da una sincera e duratura amicizia (ho frequentato attivamente, con vari incarichi, per circa venti anni il Gruppo Internazionale di Lettura, da lei fondato a Pisa nel dopoguerra con Villaroel). Nello stesso anno, fondai anche, insieme al giornalista Franco De Rossi, la compagnia teatrale La Compagnia del delitto, per la quale da allora scrivo i testi drammaturgici, messi in scena in tutta Italia.
Ho pubblicato nel 2006 per Laurum editrice la raccolta di racconti gialli e noir Lezioni di cattiveria. Nel 2009 uscì A cena con l'assassino (Romano Editore, Firenze), una raccolta di sette polizieschi, scritti per il teatro. In questo periodo miei racconti vennero pubblicati in moltissime riviste e antologie tra cui sei antologie in hard-cover Toscana tra crimini e misteri (Felici Editore), distribuite anche in edicola con i quotidiani La Nazione e Il Tirreno e vendute negli ipermercati Coop della Toscana, per cui sono state “prodotto di punta”. Nel 2014 mi sono laureata a Pisa in Discipline dello spettacolo e della comunicazione, con una tesi in storia del teatro e, attualmente, frequento il secondo anno della laurea magistrale in italianistica. Nel 2016 ho pubblicato per l'editrice Carmignani il romanzo giallo Contatti...
 
 







 
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